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Questa settimana in Palestina 012707

Questa settimana in Palestina, un servizio dell`International Middle East Media Center, www.imemc.org, per la settimana dal 19 al 26 Gennaio 2007

L'esercito israeliano ha ucciso 4 Palestinesi nei Territori Palestinesi, mentre scontri interni hanno lasciato sul campo sei morti e circa 15 feriti nella Striscia di Gaza. Il Primo ministro israeliano Ehud Olmert ha rilasciato un'autorizzazione per la costruzione di una sinagoga alle porte della moschea di Al-Aqsa. Vi racconteremo questa ed altre storie, rimanete con noi.
Questa settimana in Palestina 012707
Questa settimana in Palestina 012707
Azioni pacifiche nelle West Bank
Cominciamo il nostro consueto report settimanale con le azioni pacifiche contro il muro di annessione e altre manifestazioni non violente nella West Bank.

Bil'in

Venerdì mattina si è svolta la consueta manifestazione nel villaggio di Bil'in, vicino alla città di Ramalla, con attivisti internazionali, israeliani e abitanti del villaggio stesso contro la costruzione del muro. L'argomento centrale della manifestazione di questo venerdi è stato il permesso appena accordato per la costruzione di una sinagoga ebraica sulla terra sottratta ai Palestinesi vicino alla moschea di Al-Aqsa nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme.

Il corteo è partito dal villaggio e si è diretto al cancello del muro, dove i soldati israeliani aspettavano i dimostranti. Immediatamente le forze israeliane hanno sparato sui dimostranti gas lacrimogeni, bombe sonore e proiettili di metallo ricoperti di plastica. Otto persone sono state ferite, tra cui due giornalisti e un bambino. Iman Hamad , un volontario dell'ISM era a Bil'in oggi:

<intervista>

Um Salamunah
Venerdi si è svolto un matrimonio sulla terra confiscata per la costruzione del muro del villaggio di Um Salamunah, vicino a Betlemme, nel sud della West Bank. Residenti dei villaggi vicini hanno partecipato al matrimonio insieme ad internazionali e israeliani, e la coppia ha dichiarato il suo impegno l'uno verso l'altro e verso la terra del villaggio. Um Salamunah si vedrà togliere 700 dunams di terreni coltivati che verranno a trovarsi dall'altro lato del muro, mentre altri 270 verranno confiscati per la costruzione del muro. Dieci villaggi nei dintorni di Betlemme perderanno un totale di 70.000 vigne e 1.000 alberi di ulivo.

Hebron
Centinaia di attivisti internazionali hanno protestato sabato contro il muro e contro la sua costruzione nella città di Hebron. Il corteo si è radunato all'entrata di Alshuhada Street e ha intonato slogan contro le azioni dell'esercito israeliano e dei coloni nella città, compresa la costruzione del muro che ha portato alla confisca di vaste zone di territorio palestinese.

I dimostranti hanno chiesto la riapertura della strada che porta alla moschea di Alharam Ibrahimi, anche conosciuta come la Tomba dei Patriarchi, che è stata interdetta ai Palestinesi dal 1994, così come la fine degli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi di Hebron. Alcune migliaia di militari israeliani infatti sono di guardia all'insediamento di Kiryat Arba', costruito sulla terra dei palestinesi della zona, dove vivono circa 400 coloni.

Gli attacchi armati israeliani

Questa settimana gli attacchi dell'esercito israeliano hanno causato quattro morti e circa 19 feriti, tra cui un bambino. Le truppe della stella di David hanno compiuto circa 22 incursioni all'interno dei territori palestinesi della West Bank. Durante queste operazioni militari circa 80 residenti tra i quali due donne ed un bambino sono stati arrestati.

Attacchi a Gaza

Fonti palestinesi riferiscono che nella Striscia di Gaza mercoledì mattina i soldati israeliani di stanza a Dir Al Balah hanno sparato e ucciso un ragazzo palestinese. Inoltre altri due ragazzi sono stati feriti da colpi di arma da fuoco e sono stati poi arrestati. Il Dr. Khalid Al Najjar, primario dell'ospedale di Al Aqsa ha identificato il ragazzo come Mahran Zakariyya Abu Al Maseer, 17 anni, morto a causa dei proiettili penetrati nello stomaco.

I medici dell'ospedale riferiscono che il corpo del ragazzo è stato consegnato direttamente dei militari israeliani che li hanno anche informati dell'arresto degli altri due ragazzi feriti. Secondo le fonti locali i tre civili erano fermi in mezzo alla strada quando è avvenuto l'incidente, anche se i militari sostengono che i tre stessero cercando di varcare il confine verso Israele. I due feriti sono comunque stati rilasciati in tarda nottata dopo essere stati interrogati.

Mercoledì pomeriggio, militari israeliani sotto copertura sono entrati nella zona est della città di Gaza e hanno sparato contro membri del servizio di sicurezza palestinese ferendone due. Martedì invece un uomo di Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza è morto a causa di ferite riportate lo scorso settembre durante una incursione militare israeliana nel suo villaggio. Fonti mediche hanno identificato l'uomo come Ziyad Abu Sa'ada, di 23 anni del villaggio di Kheza'a.

Due ragazzi palestinesi sono stati feriti da fuoco israeliano sabato nel nord della Striscia di Gaza. Essi sono stati identificati da fonti mediche come Yousef Hajouj e Mohammad Abu Hashish, entrambi di 16 anni.

Le forze palestinesi di sicurezza riferiscono che una nave israeliana ha intercettato martedì una barca da pesca palestinese vicino alla costa di Rafah, arrestando i tre uomini che si trovavano a bordo. I tre sono stati identificati come Ismail Bassalah, Samir Bassalah e Issam Elnada.

Da quando l'esercito israeliano ha cominciato la sua offensiva nella Striscia di Gaza circa 500 palestinesi sono stati uccisi e 4000 feriti.

Attacchi nella West Bank

Un palestinese è stato ucciso e alcuni altri feriti durante una incursione militare nella città di Tulkarem giovedì mattina. Le truppe hanno bloccato tutte le entrate alla città e hanno circondato un palazzo nella parte nord della città. I militari sostenevano che nella costruzione si trovassero dei ricercati palestinesi ed hanno costretto i suoi abitanti ad uscire sotto la minaccia delle armi.
Fadel Balawna, di 17 anni è stato ucciso dai soldati israeliani che sostengono fosse un militante della Jihad Islamica. Le fonti mediche riferiscono che i militari hanno impedito alle ambulanze di avvicinarsi alla zona per più di un'ora.

Sabato sera un operaio edile è stato ucciso da una guardia israeliana nel villaggio di Be'er Shiva, a sud di Israele. Padre di 6 bambini, Mohammad Kamal Battat di 30 anni, è morto all'ospedale israeliano di Soroka. Testimoni oculari riferiscono che la guardia israeliana in questione voleva lasciare i lavoratori del cantiere a dormire nella costruzione che stavano costruendo in cambio di una certa somma di denaro che sarebbe stata pagata al proprietario del cantiere.

I testimoni riferiscono che il litigio è scoppiato quando il guardiano ha chiesto di essere pagato al proprietario e ha minacciato di uccidere i lavoratori palestinesi se non gli fosse stato consegnato il denaro dovuto. Quando i lavoratori sono arrivati la guardia ha chiesto a loro di essere pagato e quando questi si sono rifiutati ha aperto il fuoco su Mohammad Kamal Al Battat.

Nella West bank circa 60 palestinesi sono stati arrestati questa settimana, tra i quali due donne. Giovedì mattina, durante una incursione militare durata circa tre ore nel villaggio di Deir Samit, vicino ad Hebron, i militari hanno arrestati le mogli di due pregiudicati dopo aver attaccato e perquisito le loro case. Le due donne sono state identificate come Taghrid Al-Suweti e Muntaha Al-Suweti, madri rispettivamente di un bambino di sette anni e di due bambini di due e tre anni.

Domenica due leader di Fatah e tre infermieri sono stati arrestati dalle forze israeliane a Gerusalemme durante la celebrazione annuale del movimento, che è avvenuta all'ospedale di Al-Maqassed. Essi sono stati portati al centro di detenzione Al Masqupia per essere interrogati e sono stati rilasciati poco dopo.

Mercoledì notte coloni israeliani hanno rapito un ragazzo del villaggio di Hizma a nord est di Gerusalemme. Testimoni oculari riferiscono che tre coloni hanno sequestrato Ra'fat Al Khateeb, di 16 anni sulla strada principale che collega il villaggio con Jerico. Il giovane è stato portato all'interno dell'insediamento vicino dove è stato ferito con lamette e picchiato fino a perdere conoscenza, per essere poi abbandonato vicino al villagio. Il giovane si trova ora ricoverato in un ospedale di Gerusalemme.

Sempre nella città di Gerusalemme un ragazzo di 16 anni è stato arrestato mercoledì mattina dopo aver subito un attacco da parte di un colono israeliano.
Forze di polizia israeliane hanno prelevato il ragazzo, Loay Hdaib dalla sua casa in Al-Wad Street dopo l'accaduto, secondo quanto riferito da fonti locali.

Attività dei Coloni
Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha concesso il permesso per la costruzione di una sinagoga nella zona occupata di Gerusalemme est. Il gruppo che ha ricevuto il permesso, Ateret Kohanim, fa attivismo politico per il trasferimento forzato di tutti i Palestinesi oltre il Giordano. La sinagoga dovrebbe essere costruita a soli 50 metri dalla Moschea di Al-Aqsa, il terzo luogo sacro per importanza per la religione islamica, su terra confiscata agli abitanti palestinesi della zona. Un esperto geografo ha chiamato il progetto "parte della espulsione totale degli arabi dalla città santa"

Martedì pomeriggio la municipalità di Gerusalemme ha supervisionato la demolizione di due case nel villaggio di Al Sawahra Al Sharqiyya, a est di Gerusalemme, sostenendo che entrambe fossero state costruite senza il permesso dell'autorità. Le case appartenevano alla famiglia Al Taweel composta di nove persone e alla famiglia Diab, di otto persone. Entrambi i capi famiglia vivono grazie agli aiuti sociali a causa rispettivamente di una paralisi e di problemi di cuore. Il signor Al Taweel sostiene che la causa di demolizione sia ancora pendente di fronte alla corte e di non aver ricevuto nessuna notifica. La municipalità di Gerusalemme ha distrutto sette case palestinesi dall'inizio del nuovo anno.

Scontri Interni

Nella città di Ramalla martedì uomini a volto coperto hanno aperto il fuoco sulla ambasciata canadese e su quella tedesca, secondo quanto riferiscono fonti di sicurezza palestinese. Non risulta esserci nessun ferito ed è stata aperta un'inchiesta sull'accaduto.

Mercedi sera combattenti della resistenza palestinese delle Brigate di Al-Aqsa hanno rilasciato tre uomini francesi che avevano sequestrato nella città di Nablus lo stesso giorno, nel nord della West Bank. I tre erano stati sequestrati a causa delle armi che portavano per cui si era pensato che fossero militari israeliani sotto copertura. Testimoni oculari riferiscono che sono stati sparati dei colpi di arma da fuoco in aria e poi i tre sono stati portati via da uomini a volto coperto. Il membro del parlamento palestinese e leader di Fatah a Nablus Nassr Joma spiega:

<intervista>

"La resistenza palestinese ha pensato che i tre fossero dei soldati israeliani sotto copertura e li ha sequestrati. Dopo poco è stato scoperto che erano tre guardie del corpo francesi e che gli ufficiali del consolato francese erano tornati a prenderli. Io li ho incontrati e posso garantire che stanno bene"

Le truppe israeliane sotto copertura entrano spesso nei territori palestinesi per compiere omicidi mirati o arresti di esponenti della resistenza palestinese. Joma ha rimproverato al consolato francese di aver mandato degli uomini armati in una zona ad alto rischio come quella di Nablus.

Lunedì notte una forte esplosione ha seriamente danneggiato gli uffici della emittente televisiva Al Arabiya nella città di Gaza. Non ci sono stati feriti ed entrambi i bracci armati di Fatah e Hamas hanno denunciato l'accaduto. I giornalisti palestinesi della zona hanno annunciato uno sciopero per martedì per protestare contro l'attacco.

Incontro tra Abbas e Livni

Il Ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni ed il presidente palestinese Mahmoud Abbas si sono incontrati giovedì ad una importante conferenza tenutasi a Davos, in Svizzera, per discutere il possibile rinnovo dei negoziati fra i due paesi. Livni ha confermato il suo supporto per la creazione di uno stato palestinese mentre ha rifiutato la presenza al governo del partito di Hamas, benché questo sia stato eletto democraticamente, chiamandolo "organizzazione terroristica". Abbas, il quale ha ottenuto in prestito dagli Stati Uniti milioni di dollari in aiuti militari questo mese, ha sottolineato l'importanza di lavorare insieme, soprattutto per quanto riguarda l'economia.

Il meeting è avvenuto circa un mese dopo l'incontro tra il Presidente Abbas ed il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert, un incontro nel quale Olmert ha promesso di rilasciare alcuni prigionieri palestinesi così come di versare alcune tasse doganali palestinesi che Israele sta trattenendo illegalmente da quando Hamas è al potere. I 100 milioni di dollari promessi sono stati trasferiti il 18 gennaio ma ancora 560 milioni rimangono in possesso degli israeliani. Olmert ha anche promesso di facilitare i movimenti nella West Bank rimuovendo qualcuno dei centinaia di posti di blocco militari e dei checkpoint.

È in cantiere per l'inizio di Febbraio un vertice a tre tra Abbas e Olmert ed il segretario di stato americano Condoleeza Rice per portare avanti le trattative. Il presidente Abbas, inoltre incontrerà il ministro degli esteri tedesco, Angela Merkel al Forum Economico mondiale di Davos.

Incontro a Damasco fra Abbas e Mashaal

Venerdì scorso, il presidente Mahmoud Abbas ha tenuto un discordo al Forum Economico mondiale in Svizzera, in cui ha espresso la propria volontà di ristabilire un dialogo di pace con Israele per puntare alla creazione di uno stato Palestinese che possa vivere in pace con i suoi vicini, tra i quali anche Israele. Abbas ha dichiarato che se non verrà istituito al più presto un governo di unità nazionale composto da tutte le fazioni o da persone indipendenti chiederà nuove elezioni.

Questo è il mese dei negoziati per il Presidente Abbas. Quando non si incontra con gli ufficiali israeliani si trova a trattare senza sosta con i leaders palestinesi.
Nel loro primo meeting ufficiale da quando Hamas è salito al potere, Abbas ha incontrato il capo della sezione politica di Hamas, Khaled Mashaal a Damasco, dove Mashaal vive. I due si sono trovati d'accordo sul ristabilire il dialogo sull'unità nazionale e sul prendere posizione contro le lotte intestine che continuano a mietere vittime a Gaza ed in Cisgiordania. Essi sono stati d'accordo anche sul ridare vita alal Organizzazione per la Liberazione della Palestina (PLO).

L'incontro tra i due è stato preceduto da un meeting tra Abbas ed il presidente siriano Basher Assad. Abbas ha partecipato all'incontro insieme ad alcuni rappresentanti dei partiti palestinesi in esilio. La serie di incontri programmati per il presidente palestinese sono terminati a Gaza, dove tutti i rappresentanti delle fazioni palestinesi si sono incontrati sia con lui che con il primo ministro Haniyeh. I partecipanti si sono trovati d'accordo nel formare un comitato che elaborerà un documento suddiviso in cinque punti per stabilire l'unità nazionale.

Questo documento includerà la formazione di un governo di unità nazionale, la ripresa del PLO, la formazione di un Consiglio di Sicurezza, la creazione di un fronte di resistenza comune ed, infine, la trasformazione di associazioni sociali e professionali in organi democratici. Quando la stesura della bozza sarà terminata, Hamas e Fatah organizzeranno un incontro al Cairo per finalizzare il documento che sancirà le basi per un governo di unità nazionale.

Lotte intestine in Palestina

La ripresa degli scontri tra i due movimenti rivali, Hamas e Fatah, è avvenuta venerdì mattina a Gaza. Nelle ultime 24 ore, sono stati uccisi nelle rappresaglie interne sei palestinesi e ne sono stati feriti sette, fra i quali anche due bambini. Circa quattrordici uomini sono stati rapiti: nove appartenenti ad Hamas e cinque a Fatah.

Fatah ha accusato il movimento di Hamas ed il suo esercito, le Forze Esecutive di aver assediato la casa di Nabir Al Jarir, un membro delle brigate di Al-Aqsa, il principale braccio armato di Fatah, a Jabalia, a nord di Gaza. Fatah sostiene che i membri delle Forze Esecutive lo abbiano ucciso e abbiano inoltre rapito il suo assistente.

Questo sarebbe avvenuto in seguito all'esplosione dell'auto di un membro delle Forze Esecutive, giovedì notte, che ha ucciso un uomo, Husam Abu Mteir, e ferito altri cinque membri della milizia di Hamas. Venerdì mattina, si è generata una nuova ondata di sequestri fra le due fazioni. Nove membri di Hamas e cinque di Fatah sono stati rapiti dai loro rivali.

Nel pomeriggio, secondo quanto riportano alcuni testimoni, alcuni uomini appartenenti al braccio armato di Hamas, le brigate di Al-Qassam, hanno rapito tre membri di Fatah ad est di Jabalia. Colpi di pistola sono stati sparati anche verso una macchina appartenente alla stazione radiofonica di "Al Dawa", una radio affiliata ad Hamas. Un uomo, Ra'ed Subuh, di 22 anni è morto in seguito alle ferite riportate ed un altro è rimasto ferito.

Sempre di venerdì, secondo quanto riportano fonti mediche a Gaza, è morto Mussa Asslah in seguito ai colpi di arma da fuoco sparati contro la sua macchina dalle forze esecutive il giorno prima. Durante gli scontri tra Hamas e Fatah ha perso la vita anche Ra'ed Abu Zied. Per ora risultano essere 6 le vittime.

Crisi Finanziaria


Israele ha concesso recentemente il rilascio di 100 milioni di dollari, solo una piccola parte dei circa 500 milioni di tasse dovute all'Autorità Palestinese. La decisione è avvenuta durante la crescente rivalità tra i due più grandi partiti palestinesi - Hamas e Fatah - che ha generato scontri in cui sono morti circa 330 Palestinesi, inclusi anche bambini e donne. Anche se qualche analista politico crede che i fondi emessi da Israele abbiano lo scopo di sostenere il presidente palestinese e leader di Fatah Mahmoud Abbas, il rilascio di questo denaro comunque risolleverà in parte il paese dall'attuale crisi finanaziaria.

Bassam Zakarnah, direttore dell' Union of Palestinian Civil Servants ha annunciato che i salari di tutti gli impiegati, il personale addetto alla sicurezza ed il sostegno alle famiglie dei prigionieri verrà pagato domenica prossima attraverso le banche locali. Gli impiegati pubblici erano tornati al lavoro il 14 gennaio dopo 135 giorni di sciopero per protestare contro il mancato pagamento dei salari da parte del governo. Dopo l'ascesa al potere di Hamas nello scorso gennaio, gli Stati uniti, l'Unione Europea e Israele hanno imposto un embargo economico verso la Palestina. Ghazi Hamad, portavoce del governo di Hamas ha detto che questi fondo non sono un regalo di Israele:

<intervista>

"Prima di tutto questi soldi sono palestinesi, perchè provengono dale tasse accumulate dagli israeliani per conto dei palestinesi. Non possiamo negare che il Presidente ha giocato un ruolo importante nella restituzione di questo denaro ed il governo ha svolto un compito simile trovando altri fondi. Quindi a noi resta la sola scelta di come destinare questi soldi alla gente"
Fatah sostiene che il rilascio di denaro da parte di Israele aiuterà i Palestinesi che si trovano in condizioni economiche misere, che sono addirittura peggiorate da quando il governo di Hamas ha preso il potere.
Mohammad Al-Hurani, uno dei leader anziani del partito di Fatah ha dichiarato:

<intervista>

"Ciò non aiuterà il presidente Mahmoud Abbas. L'ufficio presidenziale ha ricevuto, da molti donatori, dei fondi che verranno destinati alla sanità o all'istruzione, saranno quindi utilizzati in progetti umanitari. Non c'è dubbio che i palestinesi si sono resi ormai conto che questo è stato un anno di isolamento e di fallimenti politici. Ciò è stato causato dalla presenza al potere di Hamas? Credo proprio di si.

I circa 3,5 milioni di palestinesi residenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza hanno reagito in maniera diversa alla notizia.
Boker Bashir, un insegnante di Gaza:

<intervista>

"Da 10 mesi l'embargo è stato pesantissimo. Anche se sono state pagate alcune somme di denaro ci hanno detto che non pagheranno lo stesso gli stipendi. E questa è solo un'altra cosa negativa che si aggiunge ad una situazione insostenibile. Se cominceremo a scioperare ancora è solo perché la nostra condizione sta diventando sempre più disastrosa".


Dal marzo 2006 165.000 palestinesi non hanno ricevuto più il loro stipendio, i valichi commerciali e le strade sono state chiuse frequentemente, i servizi basilari sono stati interrotti ed il tasso di povertà è salito al 70% circa, secondo fonti palestinesi.


CONCLUSIONI

Queste sono solo alcune notizie sui fatti avvenuti questa settimana in Palestina, per un aggiornamento in tempo reale visitate il nostro sito, www.imemc.org Grazie per averci seguito dalla città occupata di Betlemme questo è tutto da Anna Rossi, Monica Bitto e Ghassan Bannoura

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